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CACCIA AL CRISTO

La storia è geniale: in un paesino di un luogo senza nome ma chiaramente la Majella in Abruzzo, è nata una strana tradizione. Per Pasqua, alla classica rappresentazione vivente della Processione del Venerdì Santo come ce ne sono tante da quelle parti, si è scelto un pastore per impersonare il Cristo, ma lui non vuole. Allora gli si dà la caccia inseguendolo per la montagna, fino a che lo si cattura e lo si costringe a vivere la passione di Cristo. Questo pastore selvatico ogni anno vive sulle sue spalle la via crucis, le frustate, lo scherno della gente, rivive la tragedia del Cristo. Poi lo lasciano libero, e l’anno dopo la caccia ricomincia, anche perché ormai è diventato un affare commerciale, attira più turisti la caccia al pastore che la processione. Caccia sempre più organizzata, sempre più diabolica, sempre più incapace lui stesso di rompere questo incubo, spezzando questo maleficio.


Raccontata in prima persona è una storia divertente e terribile al tempo stesso, fatta di corse senza fiato sui monti della Majella innevati e primaverili, squadre di Carabinieri in tenuta alpina super tecnologica, con il contorno di troupe televisive a filmare la cattura. È una storia che fa riflettere, ci sono tanti spunti in questo piccolo libro, vi consiglio di aprire una caccia al libro (Amazon ne ha una copia…). Vale la pena inseguirlo anche fin sui monti della Majella… di corsa.
Paolo Morelli – “Caccia al Cristo”, DeriveApprodi 2010 – 12 euro